| Il Presidente del Corcas ha avuto un colloquio con una delegazione
del Parlamento argentino 01/04/2013 |
Khalihenna Ould Errachid presidente del consiglio
reale consultivo degli affari sahariani, ha ricevuto, venerdì, il 29 marzo 2013,
alla sede del Consiglio, due membri del Parlamento argentino, che effettuano,
attualmente una visita al Marocco.
Il Presidente del Corcas ha evocato con il
senatore Emilio Rached ed il deputato Julio Martinez gli ultimi sviluppi
dell'affare del Sahara, in particolare la presa di coscienza da parte della
Comunità internazionale quanto alla necessità di trovare una soluzione rapida,
realistica e definitiva che permette di ridurre le minacce che induce, il
mantenimento del conflitto artificiale del Sahara, nel
contesto agitato che caratterizza attualmente la regione del Sahel, in
particolare attraverso l'indagine delle possibilità di ripresa dei negoziati tra
le parti.
Il presidente del corcas con due parlamentari argentini Khalihenna Ould Errachid ha presentato ai suoi ospiti la proposta marocchina che assegna un'ampia autonomia alla regione del Sahara, come soluzione giusta e definitiva a questa cartella, pur rappresentando la via necessaria per la riduzione delle tendenze secessionisti ed estremisti esistenti nella regione del Sahel.
Questa via è così importante per consolidare la
sicurezza e la stabilità nella regione del Sahara e del Sahel nell'insieme.
Emilio Rached e Julio Martinez hanno ribadito
per la loro parte, la posizione dell'argentina riguardo all'affare del Sahara ed
il loro sostegno alla soluzione politica negoziata e mutualmente accettata nel
quadro delle Nazioni Unite.
Hanno partecipato a questa intervista, il
segretario generale del Consiglio, dott. Maouelainin Ben Khalihanna Maoulainin e
Moulay Ahmed Mghizlat, membro del Consiglio.
il presidente del corcas ha avuto colloqui con parlamentri argentini Fonti:
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lunedì 1 aprile 2013
Il Presidente del Corcas ha avuto un colloquio con una delegazione del Parlamento argentino
martedì 26 marzo 2013
Responsabili associativi denunciano dinanzi a Christopher Ross le violazioni dei diritti umani nei campi di Tindouf
Responsabili associativi
denunciano dinanzi a Christopher Ross le violazioni dei diritti umani nei campi
di Tindouf
25/03/2013 |
Difensori dei diritti dell'uomo hanno espresso,
in occasione di una riunione sabato a Laayoune con l'inviato personale del
segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara, Christopher
Ross, la loro condanna delle violazioni gravi dei diritti dell'uomo subite
da sequestrati nei campi di Tindouf.
Il Polisario continua a perpetrare violazioni
gravi dei diritti dell'uomo nei campi di Tindouf, sul suolo algerino, hanno
affermato alla stampa al termine della riunione con il sig. Ross, che era
arrivato venerdì sera a Laayoune, nel quadro di una visita nel regno.
Gli attori associativi segnalano che il
movimento separatista continua a infliggere ogni specie di tortura ai
sequestrati nei campi di Tindouf, aggiungendo che nel momento in cui i sahrawi
che vivono nelle province sud del regno usufruiscono della libertà e di una vita
degna, i sequestrati nei campi di Tindouf vivono nell'umiliazione e
l'oppressione.
Mentre il regno ha presentato il piano
d'autonomia delle province del sud, come proposta realistica e seria che
ha fatto l'unanimità della Comunità internazionale che è stata accolta
favorevolmente dalla
popolazione locale, il Polisario si accampa sulla stessa posizione da tre
decenni e non ha fatto alcun passo che permetterebbe alle Nazioni Unite di
trovare una soluzione definitiva a questo conflitto artificiale, ritengono i
responsabili associativi.
Hanno chiamato la Comunità internazionale a
mettere un termine a queste violazioni, a delucidare la sorte dei dispersi in
questi campi ed aumentare il blocco imposto ai sequestrati affinché possano
ricongiungere la madre patria e vivere nella dignità, al fianco dei loro
fratelli delle province sud del Marocco.
Una
prospettiva sugli accampamenti di Tinduf
Hanno chiesto, in occasione della riunione con Christopher Ross, di trovare urgentemente una soluzione al conflitto artificiale attorno al Sahara e porre fine alla situazione drammatica nella quale si trovano i sequestrati nei campi di Tindouf.
Nel quadro di sua visita al regno, l'inviato
dell'ONU aveva effettuato, a Rabat, riunioni con molti responsabili, fra cui il
capo del governo, il ministro degli esteri e della cooperazione, i presidenti
delle camere dei rappresentanti e dei consulenti, il presidente del consiglio
reale consultivo degli affari sahariani (Corcas) ed i rappresentanti dei partiti
politici originari delle province del sud.
Ross incontra i rappresentanti dei partiti politici nelle province del sud
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giovedì 14 marzo 2013
Il segretario generale del Corcas ha avuto un colloquio con il Direttore generale del ministero tedesco degli affari esteri
Il segretario generale del Corcas ha avuto un colloquio con il Direttore generale del ministero tedesco degli affari esteri
Il segretario generale del Consiglio reale consultivo degli affari sahariani, dott. Maouelainin Ben Khalihanna Maoulainin, ha ricevuto, martedì, il 12 marzo 2013, alla sede del Consiglio, Thomas von Goetz, Direttore generale per l'Africa, l'Asia, l'America latina ed il parente e Medio Oriente del ministero federale tedesco degli affari esteri, che effettua attualmente una visita di lavoro al Marocco.
Il segretario generale del Corcas ha evocato con il suo ospite, gli ultimi sviluppi della questione del Sahara, presentandogli l'iniziativa marocchina d'autonomia, che costituisce la soluzione più pertinente, più appena per sbarazzarsi del conflitto artificiale sulla regione del Sahara.
L'intervista ha riguardato, così, sulla situazione nella regione del Magreb e del Sahel, e la sovrapposizione di questa situazione complicata con il mantenimento del conflitto attorno al Sahara, come pure la conseguenza di questo sulla regione e l'ambiente regionale ed internazionale.
La visita a Rabat del diplomatico tedesco riguarda le relazioni bilaterali tra il Marocco e la situazione politica nella regione.
Thomas von Goetz ha avuto una lunga carriera nell'ambito della diplomazia tedesca dove ha occupato molti posti importanti, da quando è entrato al ministero degli esteri nel 1991.
Conferenza attorno alla questione del sahara
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mercoledì 7 novembre 2012
Suo maestà il re indirizza un discorso alla nazione in occasione del 37esimo anniversario della gloriosa Marcia Verde
Suo maestà il re indirizza un discorso alla nazione in occasione del 37esimo anniversario della gloriosa Marcia Verde
07/11/2012
Il Marocco chiama alla mobilizzazione internazionale per porre fine al dramma sopportato dai nostri bambini a Tindouf, sul territorio algerino
Suo maestà il Re Mohammed VI, che Dio lo assista, ha indirizzato, martedì sera, un discorso alla nazione in occasione del 37esimo anniversario della gloriosa Marcia Verde.
Suo maestà il re ha ribadito in questa occasione, che il regno tiene con forza alla prosecuzione del processo di regolamento sulla base ''di spirito di consenso positivo, come incarnato dall'iniziativa marocchina d'autonomia'' e ''sulla base fin da costanti ed obiettivi dei negoziati, come definiti dal consiglio di sicurezza e così come li sono stati confermati da sua Eccellenza Sig. Ban Ki Moon, segretario generale delle Nazioni Unite.''
Il sovrano, d'altra parte, ha chiamato la Comunità internazionale e l'Algeria a porre fine al dramma sopportato dagli abitanti dei campi di Tindouf, che rinnova il richiamo all'alto commissariato ai profughi per procedere alla registrazione ed al censimento di quest'abitanti.
Suo maestà il re Mohammed VI ha rinnovato l'impegno a favore dell'applicazione della regionalizzazione avanzata, ''cominciando, in primo luogo, dalle nostre province del Sud, nei confronti della possibilità che offre alle popolazioni di partecipare alla gestione dei loro affari locali e contribuire allo sviluppo umano integrato e duraturo.''
In ciò che segue il testo integrale del discorso reale:
''Elogio a Dio,
Preghiera e pace sul profeta, sua famiglia ed i suoi compagni,
Caro popolo,
Commemoriamo oggi con un grande orgoglio il 37esimo anniversario della gloriosa Marcia Verde, poiché non si tratta soltanto di celebrare un'epopea nazionale che ha incarnato il comportamento civilizzato adottato dal Marocco per il recupero di suo Sahara, ma egli è presa in considerazione anche la realizzazione storica per eccellenza, nella quale attingiamo in modo permanente i valori di patriottismo. Evoca per noi la simbiosi perfetta che collega il trono ed il popolo, come pure l'unanimità senza difetto che si è forgiato attorno alle costanti ed alle sacralità della nazione.
Fedele al giuramento immutabile della Marcia Verde, proseguiamo con fiducia e determinazione la dinamica che ha impegnato, e che è incessantemente rinnovata, per consolidare e consolidare il nostro modello societario voluto ed adottato da tutti i Marocchini.
Grazie sono rese a Dio, il nostro paese ha potuto iscrivere al suo attivo importanti realizzazioni. Frutta delle riforme politiche ed istituzionali sostanziali e profonde che abbiamo avviato con una volontà sincera, in qualsiasi coscienza ed in qualsiasi responsabilità, queste realizzazioni sono anche la conclusione di cantieri che strutturano che abbiamo messo in opera e di iniziative ambiziose che abbiamo lanciato per consolidare la coesione sociale, e garantire ai nostri concittadini le condizioni di una vita libera e degna, perfettamente in fase con le aspirazioni legittime del nostro fedele popolo .
Quest'opzione giudiziosa ha raccolto l'adesione unanime del popolo marocchino che si è interamente investito nel processo di riforme che conduciamo, che ribadiscono così la sua grande fiducia nelle sue istituzioni nazionali ed i suoi orientamenti strategici. Questo appare chiaramente attraverso le realizzazioni principali accumulate dal nostro paese, in particolare la consacrazione dell'alternativa democratica tra la maggioranza e l'opposizione, alternativa che il Marocco conosce dal 1997 e che si iscrive nel quadro di una pratica politica naturale e di una dinamica in movimento perpetuo. Si inserisce anche in un passo prospettivo ed una visione chiara e lucida tanto riguardo ai cittadini che per ciò che sono stati ed insiemi che il nostro paese conta come partner.
A tale riguardo, impegniamo tutti gli attori ed i responsabili, nelle varie istituzioni, a mostrarsi all'altezza delle responsabilità di cui sono responsabile.
Oltre all'esecutivo ed il potere giudiziario, richiediamo tutte le istanze elette, tenendo presente ogni livello, a costringersi in modo permanente al nuovo concetto d'autorità, in tutte le sue dimensioni e le sue ramificazioni. Poiché, infatti, l'eletto deve essere al servizio del cittadino, issarsi al livello della fiducia che ha messo in lui, e di oltrepassare le considerazioni personali o categoriali strette.
Caro popolo,
L'iniziativa giudiziosa di conferire al Sahara marocchino un'autonomia nel quadro della sovranità del regno, della sua unità nazionale e della sua integrità territoriale, costituisce una svolta importante nel processo di regolamento definitivo di questo conflitto regionale artificiale, nella misura in cui accorda a tutte le popolazioni della regione una grande latitudine per gestire i loro affari locali, nel rispetto delle loro specificità culturali.
Tuttavia, la dinamica che quest'iniziativa audacIa ha impegnato mettendo in marcia un nuovo processo di negoziati, non è arrivata, finora, alla soluzione politica consensuale e definitiva scontata, in mancanza di volontà sincera delle altre parti che persistono nei loro maneggi ed i loro stratagemmi ostruzionisti.
Nonostante queste manovre disperate, il Marocco ribadisce la sua volontà di fare avanzare questo processo sulla base fin da costanti e degli obiettivi dei negoziati, come definiti dal consiglio di sicurezza e così come li sono stati confermati da sua Eccellenza Sig.Ban Ki Moon, segretario generale delle Nazioni Unite.
È per questo che il Marocco tiene a sottolineare la necessità di costringersi ai parametri di ricerca di un regolamento, e soprattutto, di dare prova di realismo e di spirito di consenso positivo, come incarnato dall'iniziativa marocchina d'autonomia che usufruisce di un sostegno che cresce da parte della Comunità internazionale.
Nello stesso contesto, vogliamo ricordare la posizione chiara, espressa recentemente dal signor Segretario generale delle Nazioni Unite, che sottolinea che spetta alle Nazioni Unite, nel quadro delle loro missioni, e parallelamente alla prosecuzione del processo di negoziato, incoraggiare lo sviluppo delle relazioni maroco-algerine, il cui Marocco non cessa di chiamare alla normalizzazione, compresa l'apertura delle frontiere, conformemente ai desideri di un certo numero di paesi e di organizzazioni internazionali.
Parallelamente, il Marocco chiama ad una forte implicazione della Comunità internazionale per porre fine al dramma sopportato dai nostri bambini a Tindouf, all'interno del territorio algerino, dove imperversano, in tutta la loro crudeltà, la repressione, la coercizione, la disperazione e le privazioni, in violazione ovvia dei diritti umani più elementari.
A tale riguardo, ribadiamo il nostro chiamata all'alto commissariato ai profughi perché, ai sensi delle responsabilità che gli spettano in materia di protezione, e tenuto conto degli impegni internazionali dell'Algeria come paese ospite, proceda alla registrazione ed al censimento della popolazione dei campi, conformemente alle risoluzioni del consiglio di sicurezza del 2011 ed il 2012.
Caro popolo,
Il nuovo ordine magrebino al quale abbiamo richiesto l'anno scorso, diventa oggi più che mai una necessità imperiosa che occorre trasformare in una realtà effettiva e tangibile, in previsione della costruzione della casa maghrebina comune.
Ciò induce per i cinque stati magrebini il dovere di impegnarsi a rompere con l'immobilismo che ipoteca il futuro dell'Unione maghrebina, e che ne fa già il progetto d'integrazione regionale meno avanzato sulla scala del continente africano.
Ciò impone dunque di operare francamente ed in buona fede alla messa a punto di meccanismi di solidarietà, di complementarità e d'integrazione, tale da rispondere alle aspirazioni dei nostri popoli fratelli e liberare le loro energie. Questi meccanismi dovrebbero favorire la valorizzazione e lo sfruttamento delle potenzialità comuni dei nostri popoli, come pure la libera circolazione delle persone, dei beni, dei servizi e dei capitali. Permetterebbero inoltre di stimolare la crescita e la creazione di ricchezze e garantire la sicurezza collettiva.
Il Marocco continuerà a rafforzare le sue relazioni con i paesi africani fratelli tanto a livello bilaterale che regionale, nonostante l'ostinazione di alcuni da accamparsi su una posizione anacronistica che si fonda su tesi sterili ed inapplicabili, che ignora o che contrasta così le evoluzioni oggettive che conosce la cartella del Sahara Marocchino.
Parallelamente, il Marocco, sulla base della sua fede incrollabile nella precisione della sua causa e la pertinenza dei suoi orientamenti e stando consapevole interamente del dovere che gli spetta riguardo alle popolazioni del suo Sahara, non permetterà in alcun modo e sotto nessun pretesto soltanto la sorte del suo Sahara cioè tributario dei calcoli e delle manovre basse delle altre parti. È per questo che proseguiremo i processi di sviluppo e d'ammodernamento in corso nel nostro Sahara, con più costanza e determinazione.
A tale riguardo, ribadiamo il nostro impegno da attuare la regionalizzazione avanzata, cominciando, in primo luogo, dalle nostre province del Sud, nei confronti della possibilità che offre alle popolazioni di partecipare alla gestione dei loro affari locali e contribuire allo sviluppo umano integrato e duraturo. Inoltre, crea un clima mobilizzatore portato da una dinamica societaria promettente che favorisce la nascita di nuove elite, in particolare fra le donne ed i giovani, nel quadro di un'alternativa democratica aperta al potere.
Nello stesso ordine di idee, teniamo a salutare l'importanza dei cantieri multipli di sviluppo, lanciati globale a profitto delle popolazioni della regione. Sottoliniamo nuovamente la necessità di rafforzarli e insufflare loro una nuova dinamica in base alle prospettive ambiziose che si aprono grazie ai progetti che strutturano in via di realizzazione, di programmazione o di valutazione.
A tale riguardo, chiamiamo all'elaborazione di un modello di sviluppo regionale integrato e rigoroso, essendo applicato ad una scala più ampia possibile e che mira a creare una sinergia ed una complementarità tra i programmi settoriali. Poiché si tratta di raccogliere le varie sfide che la regione affronta e di favorire la predisposizione di un sistema economico regionale, che sia favorevole alla crescita ed alla creazione di ricchezze e generatore di occupazioni, in particolare a profitto dei giovani.
Per garantire le condizioni di successo di questo progetto ambizioso, ed di questo a disposizione del Consiglio economico, sociale ed ambientale in termini di competenze, di attribuzioni e di composizione plurale, è più atto a garantire la preparazione secondo un approccio che permette la partecipazione delle popolazioni interessate ed il contributo di tutti gli attori nazionali.
Caro popolo,
Proseguendo instancabilmente l'azione che conduciamo in attesa di garantire più progressi e sviluppi economici, sociale e culturale alle nostre province del Sud, ribadiamo con forza la nostra fedeltà al giuramento della Marcia Verde, restando fermamente attaccati all'integrità territoriale del regno, alla sua sovranità piena ed intera ed alle sue costanti incoronate e perseverando nella costruzione del Marocco dell'unità, del progresso e della prosperità.
È il migliore impegno di fedeltà alla memoria dell'artigiano della Marcia Verde, nostro venerato padre, suo maestà il re, Hassan II, che Dio abbia il suo cuore, ed a quella dei martiri dell'integrità territoriale.
Cogliamo quest'occasione commemorativa per rendere omaggio alle nostre forze dell'esercito reale, la polizia reale, le forze ausiliarie, la sicurezza nazionale, l'amministrazione territoriale e la protezione civile, in particolare quelli dei loro membri che sono disposti nelle nostre province sahariane, e di cui salutiamo la mobilizzazione costante per vegliare alla sicurezza e la stabilità della patria, come pure la devozione nella difesa della sua integrità.
''Wassalamou alaikoum warahmatoullahi wabarakatouh''.
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mercoledì 24 ottobre 2012
Esperti americani: ''Il Polisario, forza integrativa'' della guerra dichiarata dall'AQMI e la MUJAO alla Comunità internazionale
Esperti americani: ''Il Polisario, forza integrativa'' della guerra dichiarata dall'AQMI e la MUJAO alla Comunità internazionale
24/10/2012
Il governo algerino ha lasciato prosperare la politica del peggiore nei campi di Tindouf ''il Polisario'', convinto di collusione e di complicità con il gruppo terroristico di Al-Qaeda nel Magreb islamico (AQMI), come ne testimonia il rapimento di cittadini occidentali in cuore pieno di Tindouf, si è trasformato ''in forza integrativa'' della guerra dichiarata dall'AQMI e ''il movimento per Unicità e Jihad nell'Africa dell'Ovest'' (MUJAO).
Questa messa in guardia, è stata lanciata, lunedì, da Yonah Alexander, direttore del centro internazionale per gli studi contro il terrorismo (ICTS), che dipende dal Potomac Instituto a Washington.
Il Sig. Yonah Alexander, direttore del centro internazionale degli studi sul terrorismo
L'informazione trasmessa lo stesso giorno dai media internazionali sull'adesione di decine di membri del Polisario al Mujao nel nord del Mali ''costituisce il seguito tutto sommato logica di una radicalizzazione del Polisario e dell'esacerbazione delle condizioni di vita nei campi di Tindouf, in cui le popolazioni sono sequestrate contro il loro gradimento dalle milizie del Polisario'', ha ritenuto il sig. Alexander in un'intervista alla MAP, che chiama la Comunità internazionale ''a prendere le sue responsabilità di fronte alle minacce che costituiscono il separatismo ed il terrorismo contro la stabilità e la sicurezza del Magreb e del Sahel''.
Nel momento in cui la Comunità internazionale ha ''gli occhi rivettati sul conflitto siriano, AQMI e Mujao hanno dichiarato guerra contro l'occidente con il Polisario come partner'', ha sottolineato il sig. Alexander, che è l'autore di molte prove di riferimento sul terrorismo nel Nordafrica e nella regione del Sahel.
''La Comunità internazionale non può semplicemente permettersi di restare le braccia incrociate mentre prosperano in questa regione delle forze estremiste che promettono fuoco e sangue a questa parte del mondo''.
Quest'ultimi sviluppi ''non lasciano alcun dubbio quanto all'escalazione ed alla radicalizzazione dei gruppi terroristici nella regione, poiché testimonia la situazione nel nord del Mali'', ha aggiunto.
I separatisti ''del Polisario'' ed il gruppo terroristico di Al-Qaeda nel Magreb islamico sono due partner di un'alleanza destabilizzatrice per la regione del Magreb e del Sahel, decide, da parte sua Peter Pham, direttore del centro Michael Ansari per l'Africa, che dipende dal Think Tank americano Atlantic Council.
Il Sig. Peter Pham, direttore del centro Michael Ansari per l'Africa
''Si tratta di un contesto dove convergono separatisti militarmente esercitati ed i militanti estremisti dell'AQMI, i due essendo azionati da considerazioni pragmatiche per arrivare alle loro fine. La situazione nel nord del Mali è l'esempio perfetto'', ha spiegato in un'intervista alla MAP.
Questa situazione, ha sottolineato, ha per corollario l'esacerbazione della situazione umanitaria e dei diritti dell'uomo nei campi di Tindouf, al dispetto delle convenzioni internazionali pertinenti ''tanto è tanto che oggi si può parlare di miseria generazionale al sud-ovest dell'Algeria, senza l'opportunità inferiore economica o politica''.
''Abbiamo qui gli ingredienti di una situazione potenzialmente esplosiva per la regione'', ha messo in guardia il sig. Pham, che è spesso sollecitato dal congresso degli Stati Uniti nel quadro di udienze sulla sicurezza in Africa in generale e nel Magreb e il Sahel in particolare.
L'esperto americano, in questo contesto, ha indicato del dito ''la responsabilità del governo algerino che ha lasciato prosperare la politica del peggiore nei campi di Tindouf''.
''I separatisti pensano che possano utilizzare gli estremisti per arrivare alle loro fine, ma rifiniscano, alla fine, per loro fungere di smaltavano come ne testimonia la piega che ha preso l'alleanza di circostanza tra i tuareg ed i radicali islamisti nel nord del Mali'', solleva d'altra parte.
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martedì 9 ottobre 2012
Quattro membri della tribù Rguibat-lbihat decidono, dopo la loro visita a Smara, di tornare nei campi Tindouf
Quattro membri della tribù Rguibat-lbihat decidono, dopo la loro visita a Smara, di tornare nei campi Tindouf
08/10/2012
Quattro membri della tribù Rguibat-Lbihat, fra i beneficiari dell'operazione di scambio di visite familiari, hanno deciso di installarsi definitivamente nella madre patria e di non tornare nei campi Tindouf.
Si tratta della signora Guebboula Attaki Bent Mohamed (43 anni), sua figlia Fatima El Ghali Bent Mohamed Salem Khatri (24 anni), Said Ould Mohamed Lamine Ould Mohamed Ould Al-mokhtar (23 anni) ed suo fratello Al-Mehdi (20 anni).
Erano arrivati a Smara il 19 settembre scorso, nel quadro del 17esimo viaggio dell'operazione di scambio di visite sorvegliata dall'alto commissariato ai profughi tra le province del sud ed i campi di Tindouf, nel sud algerino.
In un'intervista con la MAP, Mohamed Salem ha espresso la sua gioia del suo ritrovamento con la famiglia a Smara ed il suo ''grande sollievo'' per avere posto fine al clavario subito per oltre tre decenni, che sottolineano avere preso questa decisione dopo avere constatato di visu l'aumento notevole che ha conosciuto la città di Smara ed il clima di sicurezza e di stabilità che regna nella madre patria.
''Tutti i Marocchini sahrawi sequestrati nei campi di Tindouf nutriscono la stessa speranza di tornare alla madre patria e fuggire le condizioni di vita crudeli, i cattivi trattamenti e l'insicurezza che vi prevalgono'', ha affidato il sig. Salem, uno dei dignitari delle tribù di Smara.
''La direzione del Polisario évertue da mantenere questo stato di dispersione familiare e di separazione tra i genitori ed i loro bambini'', si ha detto, che comunica che i suoi bambini che dovevano beneficiare di questa operazione di scambio di visite familiari sono stati convocati per condurre missioni militari negli accampamenti ''del Polisario'' per impedirgli di tornare alla loro madre patria.
Ha anche raccontato come la sua coniuge è stato rapito nel 1979 a Madchar Errbib e condotta verso Tindouf, come numerose altre persone, sotto la minaccia di liquidazione di tutti i membri della sua famiglia.
Da parte sua il sig. Mohamed Saleh Ould Sid Al-alem El Idrissi si è rallegrato delle notizie del ritorno dei suoi cugini, Said e Lmehdi, qualificandolo di ''nuova nascita''.
Le condizioni di vita nei campi sono ''indescrivibili tanto sono grandi le sofferenze psicologiche ed umane e le privazioni dei diritti dell'uomo più elementari che sopportano le popolazioni'', ha deplorato, sottolineando che i dirigenti del Polisario sfruttano queste sofferenze per fare durare il conflitto del Sahara ed arricchirsi deviando gli aiuti umanitari destinati ai sequestrati.
Il Sig. Mohamed Saleh, sceicco di una tribù sahrawi a Smara, ha espresso la speranza che la questione sarà regolata per liberare i Marocchini trattenuti contro il loro gradimento nei campi e salvarli dei tormenti dei campi di Tindouf, notando che l'iniziativa marocchina d'autonomia rimane la soluzione adeguata a questa vertenza artificiale che non ha fatto che peggiorare la situazione di un grande numero di famiglie disperse.
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giovedì 4 ottobre 2012
Una rivista africana dedica un posto importante nelle sue due edizioni all'autonomia ed al ruolo del Corcas nella cartella del Sahara
Una rivista africana dedica un posto importante nelle sue due edizioni all'autonomia ed al ruolo del Corcas nella cartella del Sahara
03/10/2012
African Caucus: la soluzione si trova nel processo di devoluzione raccomandato dal Corcas
''L'African Caucus'', rivista ''del centro indipendente della ricerca e dell'iniziativa per il dialogo'' (Cirid), ha dedicato alla questione del Sahara, un posto importante nelle sue due edizioni dell'il 19 e il 25 settembre.
Un editoriale, un articolo sul ruolo del Consiglio reale consultivo degli affari sahariani (Corcas) ed un'intervista con il sig. Ahmed Mghizlat, membro del Corcas, hanno permesso alla rivista del Cirid di analizzare l'importanza della ricerca di una soluzione politica negoziata, fondata sull'iniziativa marocchina per l'autonomia al Sahara e la sua attualità per la sicurezza e la stabilità in Africa.
Moulay Ahmed Mghizlat all'ora dell'intervista a Ginevra
In un editoriale intitolato ''perché no? '', il responsabile di questa pubblicazione, il sig. Deo Hakizimana, scritto: ''da quando ci siamo interessati ai dibattiti in corre sullo statuto d'autonomia di Sahara Occidentale, la questione ha mantenuto la sua pertinenza e la sua conflittualita nell'ordine del giorno politico africano attuale''.
L'autore dell'editoriale ritiene che ci siano due ragione per l'attualità della questione, una è storica, riguarda il fatto che il conflitto ''non sembra avere subito l'usura del tempo e resta un'attualità viva''.
La seconda riguarda la situazione regionale e riguarda il fatto che ''il futuro della regione sembra anche essere tuffato e nel vicolo cieco''.
A questo riguardo la rivista ritiene che per la regione ''la rinascita di una logica marziale, in una zona che si trova sotto alta tensione terroristica, sarebbe un incubo, anche per l'Europa mediterranea''.
Per superare questa situazione, ma anche riportare il Marocco “alla famiglia del OUA Unione africana'', che ''ha bisogno di trovare uno dei suoi. E non dei inferiori'', la rivista del Cirid ritiene che occorra sapere ''parlarne. Dialogare. Meditare. Trovare compromessi realistici e realizzabili''
E a questo proposito, ''il dialogo-possibile sulla questione dello statuto d'autonomia messo sulla tavola dal Marocco merita che vi si presta attenzione'', conclude l'editoriale.
Ciò riporta il dibattito sul ruolo che gioca e continua a giocare Corcas in questa cartella del Sahara.
Ricordando le condizioni e la data di fondazione del Corcas, con sua maestà il Re Mohammed VI, la rivista del Cirid segnala che il Consiglio ha per carico ''di sostenere la validità di una terza via per il Sahara Occidentale: quella dell'autonomia'', così come lo ha proposto il Marocco.
Oltre alle missioni di assistere sadomaso il re per la difesa dell'integrità territoriale e l'unità del regno, la promozione dello sviluppo economico, sociale e culturale delle province sahrawi e la preservazione della loro identità culturale, ''African Caucus'' conclude che ''la soluzione al più vecchio conflitto territoriale dell'Africa si trova forse al termine del processo di devoluzione raccomandato dai membri del Corcas''.
Nell'intervista accordata, alla rivista del Cirid, il sig. Ahmed Mghizlat ritorna su queste missioni attribuite al Consiglio e considera che il piano d'autonomia sotto la sovranità marocchina è “una soluzione di compromesso che prevede competenze ampie per i Sahrawi, in particolare nel dominio dell'istruzione o della sanità''.
Il Sig. Mghizlat ritiene che per i Sahrawi loro anche ''la secessione sahrawi sia un miraggio; la costituzione di uno Stato in questa regione non sarebbe né realizzabile, né sostenibile. C'è soltanto il progetto d'autonomia che sia evidente e realizzabile''.
Il rappresentante del Corcas ricorda che ''è la prima volta che un paese Africano-o stesso arabo si propone di assegnare tale statuto d'autonomia.''
Ritiene che il Marocco ''dia prova di coraggio ed anche di prima-gardisme'', prima di ritenere che questo conflitto sia legato alla guerra fredda, in particolare quando ''alcuni paesi vicini al blocco dell'est, hanno strumentalizzato il conflitto allo scopo di privare il Marocco della sua frangia costiera che dà sull'Atlantico''.
Il Sig. Ahmed Mghizlat rappresenta il Corcas nell'ambito della delegazione del Marocco alla sessione del Consiglio dell'ONU dei diritti dell'uomo a Ginevra e pertanto partecipa ai lavori dell'esame periodico universale della situazione dei diritti dell'uomo.
A questo proposito, interrogato sul passo marocchino in materia, segnala che ''l'approccio partecipe è stato quella del Marocco e del Corcas dal 2006'', in materia dei diritti dell'uomo.
Il centro indipendente da ricerca e di iniziative per il dialogo è un'istituzione africana ed internazionale che beneficia di uno statuto consultivo Ecosoc, presso le istanze delle Nazioni Unite a Ginevra.
Fonti:
Il portale politico del Sahara occidentale:
www.corcas.com
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www.sahara-online.net
Il portale della cultura hassani:
www.sahara-culture.com
Il portale dello sviluppo economico nelle regione del sahara occidentale:
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Il portale dello sviluppo sociale nelle regione del sahara occidentale:
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giovedì 7 giugno 2012
Il gruppo d'amicizia UE-Marocco nel PE "sostiene" la decisione del Regno di ritirare la propria fiducia da Ross (Gilles Pargneaux)
| Il gruppo d'amicizia UE-Marocco nel PE "sostiene" la decisione del Regno di
ritirare la propria fiducia da Ross (Gilles Pargneaux) 07/06/2012 |
Il gruppo d'amicizia UE-Marocco al Parlamento
europeo (PE) "sostiene" la decisione del Regno di ritirare la propria fiducia
nell'inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara,
Christopher Ross, ha detto mercoledì a Bruxelles, suo Presidente Gilles
Pargneaux.
"" Noi sosteniamo la posizione legittima del
Marocco per quanto riguarda Christopher Ross per indicare che in effetti c'era
una diffidenza "in vista degli abusi identificati nella sua ultima relazione sul
Sahara", ha sottolineato Sig. Pargneaux, in un incontro con il Presidente della
camera dei rappresentanti, Karim Ghellab, con il gruppo d'amicizia UE-Marocco
nel PE.
Gilles Pargneaux, Presidente del gruppo d'amicizia UE Marocco al Parlamento europeo
Sig. Pargneaux ha anche espresso la convinzione
del gruppo d'amicizia UE-Marocco nel Parlamento europeo che il "piano
d'autonomia al Sahara marocchino è la migliore delle soluzioni a questo
conflitto, perché esso permetterà non solo di rendere sicuro il Sahara, ma tutta
la regione del Sahel chi vonosce molti problemi oggi ".
Analogamente, la proposta marocchina per
concedere l'autonomia al Sahara rischia di favorire lo sviluppo economico delle
province del sud del Regno, cosa che "mi io stesso ho notato stando recentemente
a Laayoune e questo, a favore anche degli sforzi compiuti dal Marocco gazie al
partnership tra il Regno e l'Unione europea", ha detto l'eurodeputato.
Sig. Pargneaux ha, in questo senso, sottolineato
l'importanza di "difendere sempre e sostenere il piano marocchino d'autonomia
nel Sahara presso il Parlamento europeo" perché, ha spiegato, "la posizione
marocchina è giusta, non solo per motivi legati ai diritti umani, ma anche per
considerazioni in relazione allo sviluppo economico e sociale di cui
beneficeranno tutti gli abitanti delle province del sud del Regno".
Allo stesso modo,ha reagito, contro la linea di
condotta "sbilanciata" e "non neutra" di Christopher Ross ed ha
chiamato il Segretario generale delle Nazioni Unite a prendere le decisioni
appropriate per far avanzare il processo dei negoziati sulla questione del
Sahara, pur ribadendo il suo impegno per le risoluzioni del Consiglio di
sicurezza, in primo luogo il negoziato per arrivare ad una soluzione
politica sostenibile e consensuale.
Intervento di Gilles Pargneaux sul Marocco al Parlamento europeo
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giovedì 12 aprile 2012
Secondo un giornale elettronico americano: grazie alla direzione del Marocco, l'autonomia al Sahara finirà per trionfare
Secondo un giornale elettronico americano: grazie alla direzione del Marocco, l'autonomia al Sahara finirà per trionfare
11/04/2012
Il piano d'autonomia al Sahara, sotto la sovranità marocchina, finirà per ''trionfare'' grazie alla direzione di cui fatto mostra il Marocco, scritto la pubblicazione americana, 'The Huffington Post' nel suo sito elettronico, denunciando l'esacerbazione delle condizioni di vita nei campi di Tindouf.
“Il piano d'autonomia al Sahara finirà per prevalere grazie alla direzione del regno e nonostante le manovre concertate del Polisario e di Al-Qaëda nel Magreb islamico che mira ad ipotecare il futuro di tutta una regione'', sottolinea Elizabeth Blackney, in un articolo intitolato: ''Della primavera araba all'inverno del Sahara''.
Di fronte alla promessa dell'iniziativa marocchina d'autonomia, il `Huffington Post' oppone la minaccia che fanno incombere Polisario ed Aqmi sull'Africa del Nord e Sahel, denunciando la deviazione dell'aiuto umanitario da parte dei dirigenti dei separatisti, “al dispetto delle necessità delle popolazioni che pretendono di proteggere''.
La collusione tra questi due gruppi si manifesta attraverso ''le attività illecite e spesso criminali'', alle quali si dedicano al Mali ed in Mauritania, che suscita le più grandi preoccupazioni della Comunità internazionale, nota il giornale americano.
Il `Huffington Post' ricorda, in questo contesto, un recente studio del think-tank US Carnegie Endowment for Peace che ha informato che questa collusione tra il Polisario e l'Aqmi è portatrice di ''un'instabilità profonda in tutta la regione''.
La congiunzione d'interesse tra Aqmi e Polisario costituisce la matrice di un'organizzazione terroristica alle conseguenze ''incalcolabili'' per la stabilità e la sicurezza di un insieme geografico andando dal Magreb alle grandi dimensioni del Sahel, richiama all'attenzione questa relazione.
''La franchigia dell'Aqmi nella regione del Sahel opera instancabilmente al consolidamento dei loro legami con i trafficanti di droghe nei campi di Tindouf che si sono infiltrati ad un'ampia scala reclutando una gioventù frustrata e senza illusione'', sottolineano il documento.
Lo studio di questo centro prestigioso di riflessione con sede a Washington rileva, a questo proposito, che ''l'implicazione dei giovani Sahraoui nel traffico di droga nella regione è diventata una realtà fastidiosa'', rilevando che questa gioventù “è sempre più isolata socialmente, manca d'orientamento, e non dispone di nessuna prospettiva futura ''.
Il `Huffington Post' nota, d'altra parte, che qualsiasi sostegno al Polisario non è in realtà che ''il sostegno di un'organizzazione che opera attivamente a deviare gli aiuti destinati ad una popolazione privata ostinandosi in modo cinico da prolungare la sua sofferenza''.
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venerdì 23 marzo 2012
Prenotazione di più di 12 milioni di dirhammi ai progetti di sviluppo a Laayoune per l'anno 2012 22-03-2012
Prenotazione di più di 12 milioni di dirhammi ai progetti di sviluppo a Laayoune per l'anno 2012 22-03-2012
Approvazione da parte della Commissione regionale per lo sviluppo umano in Laayoune, per controllare una busta di più di 12 milioni di dirhammi, in previsione di finanziamento di progetti socio econonomici nella regione per l'anno corrente 2012.
L'Iniziativa nazionale per lo sviluppo umano, sostenendo una serie di progetti di sviluppo nelle province del sud, durante l'anno 2006, sono state tra le importanti regioni del Marocco, con migliori classificazioni secondo l'Indice di sviluppo umano dell'Iniziativa nazionale dello sviluppo umano, considerando la città di Laayoune dal 2007, una città senza borgate.
In una relazione emessa nel 2011 del gruppo internazionale (Oxford Business Group), informando sulla rinascita che conoscono le province del sud del regno e l'aumento d'interesse da parte degli investitori, capace di fare esse " uno dei modelli a sviluppi più dinamici o più importanti di Medio Oriente e del Nord dell'África.
" Sebbene la regione del Sahara non prenda in considerazione, a causa dell'occupazione spagnola, dello stesso livello di sviluppo del quale beneficia il nord del regno, ha constatato la relazione, constatando che " le province del sud, che completamente integrate finanziariamente e politicamente all'interno del tessuto economico del paese conoscono uno sviluppo, trasformandosi grazie al programma di sviluppo sofisticato, determina d'investimenti di lungo termine.
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martedì 7 febbraio 2012
Il mantenimento del conflitto sul Sahara alimenta le attività di AQMI nella regione (relazione internazionale)
Il mantenimento del conflitto sul Sahara alimenta le attività di AQMI nella regione (relazione internazionale)
07/02/2012
Una relazione pubblicata giovedì, a Washington, ha segnalato che il conflitto del Sahara apre la porta per l'allargamento delle attività di Al Qaeda nel Magreb islamico (AQMI), nella regione del Magreb e del Sahel, evocando le ultime operazioni dell'AQMI, in questo caso il rapimento dei tre umanitari europei, al cuore anche dei campi del Polisario a Tindouf.
La relazione intitolata " il terrorismo in Africa del nord e l'Africa dell'ovest: dall'11 settembre in primavera araba" , afferma che i campi di Tindouf, sotto il controllo del Polisario sono diventati " una muffa propizia all'assunzione con le reti terroristico, del contrabbando e con le organizzazioni criminali" , cosa che rende la loro chiusura, secondo questa relazione, " diventare prioritara".
A tale riguardo, le relazioni dei servizi di informazioni e la serie di eliminazioni, avevano confermato, l'anno scorso, l'esistenza di legami stretti tra l'AQMI e le organizzazioni criminali dell'America latina, nel quadro del traffico di droga verso l'Europa via la regione del Sahel, con la complicità di membri del fronte Polisario.
L'autore di questa relazione, che non è diversa che, Yonah Alexander, direttore del
centro internazionale degli studi sul terrorismo, che dipende dall'istituto Potomac, ha insistito sul fatto che le minacce dell'AQMI, devono incitare la Comunità internazionale " a mettere alla testa della sua priorità il trasferimento degli abitanti dei campi conformemente ai protocolli e convenzioni internazionali specifici".
In occasione di un viaggio precedente a Dakhla, il sig. Alexander aveva constatato di visu, che le persone che fuggono i campi di Tindouf, disponevano d'opportunità e beneficiavano dello sviluppo che conoscono le province del sud. Ha segnalato a questo proposito che si tratta di uno " diritto umano incambiabile".
Ricordiamo che questa relazione è stata presentata in occasione di una conferenza che ha avuto luogo al club della stampa nazionale a Washington, sotto il titolo " Cooperazione internazionale per lottare contro il terrorismo". Si è chiamato in questa occasione, nel regolamento definitivo della questione del Sahara, che costituisce " un ostacolo per la sicurezza nella regione ed alla messa in atto di una vera cooperazione economica nella regione del Magreb e del Sahel".
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07/02/2012
Una relazione pubblicata giovedì, a Washington, ha segnalato che il conflitto del Sahara apre la porta per l'allargamento delle attività di Al Qaeda nel Magreb islamico (AQMI), nella regione del Magreb e del Sahel, evocando le ultime operazioni dell'AQMI, in questo caso il rapimento dei tre umanitari europei, al cuore anche dei campi del Polisario a Tindouf.
La relazione intitolata " il terrorismo in Africa del nord e l'Africa dell'ovest: dall'11 settembre in primavera araba" , afferma che i campi di Tindouf, sotto il controllo del Polisario sono diventati " una muffa propizia all'assunzione con le reti terroristico, del contrabbando e con le organizzazioni criminali" , cosa che rende la loro chiusura, secondo questa relazione, " diventare prioritara".
A tale riguardo, le relazioni dei servizi di informazioni e la serie di eliminazioni, avevano confermato, l'anno scorso, l'esistenza di legami stretti tra l'AQMI e le organizzazioni criminali dell'America latina, nel quadro del traffico di droga verso l'Europa via la regione del Sahel, con la complicità di membri del fronte Polisario.
L'autore di questa relazione, che non è diversa che, Yonah Alexander, direttore del
centro internazionale degli studi sul terrorismo, che dipende dall'istituto Potomac, ha insistito sul fatto che le minacce dell'AQMI, devono incitare la Comunità internazionale " a mettere alla testa della sua priorità il trasferimento degli abitanti dei campi conformemente ai protocolli e convenzioni internazionali specifici".
In occasione di un viaggio precedente a Dakhla, il sig. Alexander aveva constatato di visu, che le persone che fuggono i campi di Tindouf, disponevano d'opportunità e beneficiavano dello sviluppo che conoscono le province del sud. Ha segnalato a questo proposito che si tratta di uno " diritto umano incambiabile".
Ricordiamo che questa relazione è stata presentata in occasione di una conferenza che ha avuto luogo al club della stampa nazionale a Washington, sotto il titolo " Cooperazione internazionale per lottare contro il terrorismo". Si è chiamato in questa occasione, nel regolamento definitivo della questione del Sahara, che costituisce " un ostacolo per la sicurezza nella regione ed alla messa in atto di una vera cooperazione economica nella regione del Magreb e del Sahel".
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lunedì 16 gennaio 2012
Hillary Clinton: Washington induce l'Algeria a sostenere i negoziati su una soluzione politica al Sahara
Hillary Clinton: Washington induce l'Algeria a sostenere i negoziati su una soluzione politica al Sahara
13/01/2012
Gli Stati Uniti continuano a sostenere un regolamento " Pacifico, duraturo e reciprocamente accettato" alla questione del Sahara, ha dichiarato, giovedì a Washington, il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, all'uscita di un'intervista con il suo omologo algerino, Mourad Médelci.
" Per quanto riguarda la questione del Sahara, la nostra politica non è cambiata, nella misura in cui continuiamo a sostenere gli sforzi che mirano a trovare una soluzione pacifica, duratura e mutualmente accettata a questo conflitto" , ha sottolineato il capo della diplomazia americana, allora di una conferenza stampa congiunta al dipartimento di Stato.
La Sig.ra Clinton ha anche comunicato il sostegno dell'Amministrazione americana " ai negoziati condotti dall'ONU sulla questione del Sahara ed incoraggia tutte le parti, tra cui l'Algeria, a svolgere un ruolo attivo per andare al di là verso un regolamento".
Ha affermato, in questo senso, che " incoraggiamo l'Algeria ad una più grande cooperazione con il Marocco ed a svolgere un ruolo attivo nel quadro dei negoziati che si svolgono sotto l'egida delle Nazioni Unite in attesa di trovare una soluzione alla questione del Sahara".
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lunedì 12 dicembre 2011
L'AG dell'ONU adotta una risoluzione che ribadisce l'appoggio delle Nazioni Unite al processo di negoziati sul Sahara
L'AG dell'ONU adotta una risoluzione che ribadisce l'appoggio delle Nazioni Unite al processo di negoziati sul Sahara
12/12/2011
L'Assemblea generale dell'ONU ha ritirato, venerdì, il suo sostegno al processo in corso, adottando, senza voto, una risoluzione d'appoggio delle Nazioni Unite ai negoziati sul Sahara, che chiama nuovamente " tutte le parti e gli stati della regione da cooperare interamente con il segretario generale ed il suo inviato personale, e gli uni con gli altri ".
L'Assemblea generale " sostiene il processo di negoziati iniziato dalla risoluzione 1754 (2007) e sostenuto dalle risoluzioni 1783 (2007), 1813 (2008), 1871 (2009), il 1920 (2010) ed il 1979 (2011) del Consiglio di sicurezza, in attesa di raggiungere una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile" , sottolinea il nuovo testo che conferma il sostegno espresso dall'AG nella sessione precedente.
Ai sensi di questa risoluzione, firmata in seduta plenaria, gli Stati membri prendono " nota degli sforzi acconsentiti e degli sviluppi da 2006" , in riferimento, di nuovo, alla dinamica impegnata dall'Iniziativa marocchina d'autonomia per la regione del Sahara in attesa di porre fine a questa vertenza regionale.
Si rallegrano anche per " ciò che le parti si siano impegnate a continuare a dare prova di volontà politica e di lavorare in un'atmosfera propizia al dialogo allo scopo di entrare, in buona fede e senza condizioni preliminari, in una fase di negoziati più intensivi" come negoziati già avviati tra le parti, sotto gli auspici dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.
L' Assemblea generale annuncia, inoltre, la sua " soddisfazione" della tuta, sotto gli auspici dell'Inviato personale del segretario generale dell'ONU, Christopher Ross, di otto riunioni informali tra le parti nell'agosto 2009 a Durnstein, in Austria, in febbraio 2010 nella contea del Westchester (USA), in novembre e dicembre 2010 così che nel gennaio 2011 a Long Island (New York), nel marzo 2011, a Mellieha (Malta) e nuovamente a Long Island in giugno e luglio 2011, e ciò " in attesa di preparare il quinto round dei negoziati".
Ribadendo il contenuto della risoluzione dell'anno scorso, comprese le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU, l'Assemblea generale porta un appoggio chiaramente e rinnovato ai negoziati nei quali l'iniziativa marocchina d' autonomia occupa il posto centrale come proposta di compromesso e di realismo, ritengono gli osservatori.
In una dichiarazione alla MAP, l'ambasciatore del Marocco all'ONU, Mohamed Loulichki, si è felicitato per questa nuova consacrazione dall'Assemblea generale degli " fondamentali intangibili della soluzione politique" della vertenza attorno al Sahara.
Ha tenuto a ricordare la principale innovazione della risoluzione che riguarda " la registrazione della population" nei campi di Tindouf, operazione statutaria che il diritto convenzionale mette a carico dello Stato che ripara i campi, nel verificarsi l'Algeria.
L'ambasciatore, inoltre, ha espresso il desiderio che quest'operazione possa realizzarsi negli " migliori scadenze" nell'interesse delle popolazioni interessate e di una migliore percezione da parte della Comunità internazionale delle sfide e delle dimensioni di questa vertenza regionale artificiale.
L'adozione della nuova risoluzione per l'Assemblea generale, ha tenuto a sottolineare il diplomatico, interviene in un nuovo contesto regionale segnato da " un inizio di normalizzazione delle relazioni marocco-algerine che il regno è determinato a sviluppare, a rafforzare e riuscire per i molti due popoli fratelli e della stabilità e dell'integrazione dell'insieme del Maghreb".
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